Oltrepo’ Pavese

Se il terroir in cui vive e opera Torrevilla dovesse avere un nome unico, sarebbe Oltrepò Pavese. Un’area ampia e dalla storia molto antica, che è giunta alla contemporaneità attraversando vicende assolutamente peculiari, dettate soprattutto dal suo essere, in larga parte, un insieme di giurisdizioni separate e indipendenti. Realtà politiche e storiche autonome, come le differenze ecologiche e pedoclimatiche tra le diverse coste della stessa collina, che però hanno un retroterra e una storia comuni.

Le tradizioni popolari, il lavoro nelle vigne, l’amore per la terra negli anni hanno creato un ambiente naturale e umano assolutamente unico, che di vendemmia in vendemmia rientra in cantina per dare vita al vino. Quello stesso vino che, degustato, non offre solo stimoli sensoriali, ma anche emozioni e sensazioni di tutto il terroir. Il vino racconta così un Oltrepò complesso, nel quale l’agricoltura e l’impronta rurale, la verità e la semplicità della vita contadina incontrano le vicende dei Marchesi Malaspina, dei Conti Gambarana e di grandi famiglie nobili; parlano l’illustre lingua italiana con il soggiorno di Dante in questi luoghi; si rispecchiano nella raffinata arte medievale ancora visibile in diverse chiese e abbazie.

Terroir è una parola francese, ma rimanda alla più intima identità di una cantina: Torrevilla, con i suoi tanti vignaioli, raccoglie e narra in ogni vino le loro vite e una passione inestinguibile per la qualità, che è soprattutto capacità di mettere in ogni bottiglia un mondo, il nostro, da scoprire e assaporare ad ogni sorso.